in collaborazione con Provincia di Vicenza, Centro Servizi Amministrativi e Biblioteca Bertoliana

Materiali per la catalogazione

CATALOGAZIONE A LIVELLI DI UN’OPERA IN PIU’ VOLUMI

Data ultimo aggiornamento: febbraio 2004

 

1. PREMESSA

Nel catalogare un’opera in più volumi si deve usare la catalogazione a più livelli.

La catalogazione a più livelli è composta da una descrizione dell'opera generale (chiamata notizia madre) come primo livello, e dalle descrizioni dei singoli volumi in cui l'opera è divisa (chiamati figli) come livello ultimo.

Se la catalogazione avviene su tre livelli si hanno anche notizie di livello intermedio.

Ecco due esempi rappresentati graficamente:

OPERA IN PIU’VOLUMI CATALOGATA A DUE LIVELLI
OPERA IN PIU’VOLUMI CATALOGATA A TRE LIVELLI

Il grafo ad albero evidenzia come i livelli, superiore e intermedio, contengano notizie “virtuali” e perciò sprovviste del dato gestionale; mentre le notizie di livello inferiore, che corrispondono alla fine di ogni ramo, hanno il dato gestionale in quanto si riferiscono a un documento vero e proprio.

La catalogazione a livelli si basa sul principio della distribuzione delle informazioni al livello pertinente.

Ovvero, stabilito che:

  • in Descrizione alcuni elementi essenziali vanno sempre ripetuti per consentire il pronto riconoscimento dei documenti senza dover scorrere tutti i livelli;
  • la madre (come pure una notizia intermedia) corrisponde a un'astrazione, a una notizia virtuale, e non ad un oggetto fisico;

la domanda che il catalogatore si deve porre è: l'informazione che devo inserire si riferisce ad un solo documento, oppure è comune a tutte le parti dell'opera?

Più in generale, considerato che i livelli di articolazione dell'opera possono essere più di due, la domanda può essere: l'informazione che devo inserire in descrizione, a quale livello (madre, notizia intermedia, figlio) si riferisce?

Le opere in più volumi solitamente si presentano come segue:

a) opere in più volumi in cui le singole parti HANNO UN TITOLO SIGNIFICATIVO e sono normalmente monografiche;

b) opere in più volumi in cui i singoli volumi sono PRIVI DI TITOLO SIGNIFICATIVO, perché si tratta di una sola opera concepita come unitaria e divisa in parti solo per praticità. Per esempio le enciclopedie sono concepite come uno strumento unitario per quanto riguarda l’utilizzo, ma per motivi pratici vengono suddivise in più volumi.

Ancora, le opere in più parti possono essere immesse nel mercato:

a) già complete di tutti i volumi, solitamente in custodia, cofanetto, ecc.;

b) pubblicate gradualmente, un volume o alcuni volumi per volta.

Questo aspetto interessa dal punto di vista bibliografico e descrittivo perché cambia il tipo di informazioni presenti sui documenti. Per es.: un’opera in più parti pubblicata tutta insieme solitamente ha un solo numero standard, un solo prezzo, lo stesso anno di pubblicazione, ecc.

Invece le opere che vengono pubblicate gradualmente a volumi monografici sono quelle che hanno la maggior variabilità; di solito cambiano da volume a volume il titolo particolare, i curatori o addirittura gli autori, il numero standard, il prezzo, l’anno di pubblicazione, la collana, ecc. Il piano dell’opera stesso, che normalmente viene pubblicato sul primo volume per mostrare all’acquirente la struttura della pubblicazione e invogliarlo all’acquisto complessivo, può cambiare in corso d’opera. A volta può accadere che l’opera non venga completata. Per questa tipologia di pubblicazioni, la base di descrizione è il primo volume.

Per la catalogazione dei figli con titolo significativo o con titolo NON significativo vedi par. 3.2.1 e par. 3.2.2.

 

2. AVVERTENZE GENERALI

I livelli di catalogazione possono essere al massimo tre. Se ve ne sono di più, si compattano gli ultimi fino ad arrivare ad averne tre.

Se nel corso degli anni per i singoli volumi della medesima opera cambiano curatore, editore, o luogo di pubblicazione non si fa una nuova descrizione, cioè non si crea una nuova notizia madre.

Se cambia l’edizione non si fa una nuova descrizione anche se nei singoli volumi ci sono sostanziali differenze perché l’indicazione di ed. viene inserita nelle notizie analitiche (figli).

Se cambia il numero dei volumi presenti nelle diverse edizioni non si fa una nuova descrizione.

Si fa invece una nuova descrizione, e perciò una nuova notizia madre, se cambia il numero dei livelli.

Se nel corso degli anni cambia il titolo e le variazioni sono importanti, si descrive il nuovo titolo e si unisce al primo come sua continuazione con il legame Continua.

 

2.1. LIVELLO SUPERIORE (NOTIZIA MADRE)

L’opera in più volumi va descritta al livello superiore senza l’area dell’edizione e senza la data nell’area della pubblicazione.

Nella descrizione fisica della madre non va segnalato il numero delle pagine dei figli, ma solo di quanti volumi è formata l’opera (es. 5 v.).

Se si conosce il numero dei volumi, questo numero va segnalato, altrimenti si mette l’indicazione generica dei volumi e la dimensione (es.: v. ; 25 cm).

Le variazioni della dimensione eccedenti i due centimetri, si indicano secondo le seguenti regole:

  • nelle opere in più volumi è tollerato uno scarto di 2 cm e si dà la misura maggiore. Se lo scarto è maggiore di due centimetri si dà una misura inclusiva (Es.; 27-30 cm);
  • la misura esatta si dà nella descrizione dei singoli volumi;
  • se un solo volume è di misura diversa, lo si indica solo nel singolo volume.

Nella responsabilità della madre si indicano solo le responsabilità che si riferiscono all’intera opera. Normalmente queste responsabilità sono presenti in tutti i volumi dell’opera, oppure solo nel primo volume.

Se nel corso degli anni cambia il curatore, non si fa una nuova descrizione, ma si aggiungono i successivi preceduti da [poi] tra parentesi quadre.

 

2.2. LIVELLO INFERIORE (FIGLIO)

Al secondo livello si descrivono il titolo particolare del volume, l’eventuale area dell’edizione e l’intera area della pubblicazione e della descrizione fisica.

Le due notizie di primo (madre) e di secondo livello (figlio) si collegano con i seguenti legami:

· dal figlio alla madre: Fa parte di;

· dalla madre al figlio: Comprende.

Si consiglia di procedere prima alla costruzione della madre, poi di passare alla costruzione del figlio e dal figlio fare il legame alla madre con Fa parte di.

L’indicazione di responsabilità principale e alternativa si ripete sul livello analitico anche se non è diversa da quella riportata nella descrizione del livello superiore.

Le indicazioni di responsabilità secondarie si ripetono solo se diverse da quelle menzionate nel livello superiore.

La descrizione inizia con l’indicazione del volume o della parte in numeri arabi, senza indicare i termini che introducono il numero (cioè senza le indicazioni vol., tomo e simili). Si aggiungono poi due punti seguiti, ma non preceduti da spazio e il titolo vero e proprio, più le aree successive secondo le necessità. Il numero può essere inserito fra parentesi quadre se esso compare indicato nel frontespizio da asterischi o altri elementi di numerazione, oppure, se non appare nel frontespizio, si ricava da altre parti del volume.

Esempi:

5 oppure 5: La *zona collinare

[5] oppure [5]: La *zona collinare

Se la numerazione manca e non si può ricavare da altre fonti (ad es. dal piano dell’opera), non si mette e si parte dal titolo.

Nella descrizione del figlio se il numero del volume è l’unico elemento del titolo, il numero non è seguito dai due punti.

 

2.3. TRE O PIU’ LIVELLI

Si ripete che i livelli non possono essere più di tre. Se i livelli sono più di tre, vanno compattati gli ultimi, perché non sono ammessi più di tre livelli.

 

3. USO DEI CAMPI CON BOOKMARKWEB
NELLA CATALOGAZIONE A LIVELLI DI MONOGRAFIE CARTACEE


Premessa

a) Prima di iniziare la catalogazione di un’opera in più volumi si consiglia di disegnare un grafo ad albero simile a quelli di pag. 1 di questa dispensa. Nei nodi del grafo si scrivono i titoli della madre, delle eventuali notizie intermedie e dei figli indicando sotto o sopra ognuno di essi il numero id delle relative notizie nel catalogo. La conoscenza di tali numeri id. risulta molto utile nella costruzione dei legami tra i vari livelli.

b) Come sempre, prima di iniziare un nuovo inserimento si deve controllare se la notizia esiste già nel catalogo.

Iniziando la catalogazione di un’opera in più volumi si consiglia di seguire la seguente procedura:

  • nella maschera di ricerca in Catalogazione Notizia si cerca per titolo la madre;
  • se questa notizia è presente nel catalogo si apre e si passa alla pagina Legami;
  • in questa pagina si vedono tutti i figli presenti nel catalogo e se esiste la notizia relativa al volume che si vuole catalogare si apre, si controlla se questa notizia può essere usata per il volume in nostro possesso e, in caso affermativo, in Gestione si aggiunge un Nuovo testo con i dati gestionali della nostra biblioteca;
  • poi dalla pagina Legami del figlio si ritorna nella madre e si ripete la procedura per gli altri figli.

Nel caso invece che quel particolare figlio non sia presente, si apre un figlio presente, si Duplica e si effettuano le modifiche necessarie.

c) Nel seguito della dispensa l’espressione “utilizzazione standard” indica sempre che un campo non richiede un uso particolare rispetto alla catalogazione di un singolo volume.


3.1 Costruzione della notizia madre

> Pagina descrizione

  • Natura: monografia.
  • Tipo di registrazione: materiale a stampa.
  • Livello: 1 – superiore.
    Da ciò consegue che per questa notizia non sarà più disponibile la pagina Gestione.
  • Titolo: si inserisce il titolo dell’intera opera e non dei singoli volumi.
  • Responsabilità: nella responsabilità della madre si indicano solo le responsabilità che si riferiscono all’intera opera. Normalmente queste responsabilità sono presenti in tutti i volumi dell’opera.
  • Complemento del titolo: si inserisce l’eventuale complemento del titolo della madre.
  • Titolo originale: va messo l’eventuale titolo originale della madre.
  • Edizione: il campo deve rimanere vuoto.
  • Pubblicazione: i campi delle due date devono rimanere vuoti.
  • Pubblicazione non standard: il campo deve rimanere vuoto.
  • Descrizione fisica: nella descrizione fisica della madre non va segnalato il numero delle pagine dei figli, ma solo di quanti volumi è formata l’opera.

    Se si conosce il numero dei volumi, questo numero va segnalato (es.: 4 v.) altrimenti si scrive solo v.

    Va inoltre indicata la dimensione comune di tutti i volumi e l’eventuale indicazione di illustrazioni se sono presenti in tutti i volumi dell’opera.
  • Serie: si indica la serie, la collana a cui appartiene l’opera.
  • Numero di serie: il campo deve rimanere vuoto.
  • ISBN: il campo deve rimanere vuoto.

    Il campo deve rimanere vuoto anche nel caso in cui sia stato assegnato un solo numero ISBN per l’intera opera. In questo caso lo stesso numero ISBN si ripeterà per tutti i figli.

> Pagina generi/destinatari

  • Destinatari: vanno indicati nei casi previsti e pertanto solo per la Letteratura per ragazzi. Se vengono indicate una o più classi d’età queste devono riferirsi all’intera opera e non a singoli volumi. Può accadere che i singoli volumi dell’opera siano destinati a classi di età diverse. In tal caso non si assegna nessuna fascia d’età alla madre, ma ai singoli figli. Sarebbe il solo caso di una notizia con il Genere Letteratura per ragazzi con il campo Destinatari vuoto.

> Pagina collegamenti

  • Autori: si fa il legame solo agli autori che sono stati segnalati in Responsabilità nella pagina Descrizione.
  • Editori: utilizzazione standard.
  • Classificazioni: si indica la CDD riferita all’intera opera.
  • Soggetti: nei casi previsti si indica il soggetto riferito all’intera opera.
  • Parole chiave: vanno indicate nei casi previsti solo se ci sono parole chiave che possono essere riferite all’intera opera. Più spesso le parole chiave vanno assegnate ai figli e pertanto può accadere che una madre con il Genere Letteratura per ragazzi abbia il campo Parole chiave vuoto.

> Pagina legami

In questa pagina troviamo già il legame alla serie e all’eventuale titolo originale della madre.

Terminata la catalogazione dell’opera con i figli, in questa pagina verranno visualizzati i legami ai figli.

> Pagina note/abstract

Abstract: va attribuito alla madre quando l'opera è unitaria ed è divisa in parti solo per motivi di praticità.

Va invece attribuito ai figli quando questi corrispondono ad una monografia e hanno titolo significativo.

> Pagina gestione

Nel momento in cui in Descrizione precisiamo che la notizia ha livello 1 – superiore non possiamo legare alla stessa nessun testo e pertanto il programma provvede a eliminare dal menù la pagina gestione.

Osservazione:

Terminata la costruzione della madre è importante scrivere su un foglio il numero Id della notizia, che diventerà utile quando si farà il legame alla madre dai figli.

3.2 Costruzione della notizia del figlio
3.2.1 Opera in più volumi con i figli AVENTI titolo significativo
ESEMPI DI VOLUMI CON TITOLI SIGNIFICATIVI
In front. In descrizione
Tomo secondo
La miseria viene in barca
2: La *miseria viene in barca
Vol. I
Morfologia
1: *Morfologia
IV
Dal 1300 al 1500
4: *Dal 1300 al 1500
Tomo 2
Secoli 13.-15.
2: *Secoli 13.-15.
Vol. III
Il *Cinquecento
3: Il *Cinquecento
Tomo 2
Le novelle
2: Le *novelle
Volume 10
Appendice
10: *Appendice

> Pagina descrizione

  • Natura: monografia.
  • Tipo di registrazione: materiale a stampa.
  • Livello: 3 – inferiore.
  • Titolo: non va ripetuto il titolo della madre ma, si inserisce Il titolo del figlio che va preceduto dal numero del volume nell’opera seguito dai due punti spazio e l’asterisco.

    Se il titolo del figlio inizia con un articolo, l’asterisco va inserito dopo lo stesso:

    Esempi:
    2: La *miseria viene in barca.
    4: L’*infanzia.

    Anche se nel frontespizio ci sono scritte del tipo: tomo 1, volume 1, volume primo, ecc. nel titolo queste frasi non si scrivono ma si scrive solo il numero arabo.

    Se nel frontespizio non è indicato il numero del volume dell’opera, ma questo si ricava da altre fonti (es. il piano dell’opera), il numero va scritto dentro parentesi quadrate.

    Esempio: [1]: *Dio ti salvi

    Il titolo non va preceduto da nessun numero solo se in nessuna parte del libro è indicato l’ordine del volume.

  • Responsabilità: l’indicazione di responsabilità principale e alternativa si ripete anche se non diversa da quella riportata nella descrizione della monografia superiore e anche se non ripetuta nel singolo volume.

    Le indicazioni di responsabilità secondarie si ripetono solo se diverse da quelle menzionate nel livello superiore.
  • Complemento del titolo: va inserito l’eventuale complemento del titolo del figlio.
  • Titolo originale: va fatto il legame all’eventuale titolo originale del figlio, mentre non va indicato il titolo originale della madre.
  • Edizione: utilizzazione standard.
  • Pubblicazione: utilizzazione standard e pertanto si inserisce solo la prima data.
  • Pubblicazione non standard: utilizzazione standard.
  • Descrizione fisica: utilizzazione standard rispetto al figlio.
  • Serie: va ripetuta la serie (collana) della madre.
  • Numero di serie: utilizzazione standard.
  • ISBN: si indica l’ISBN del figlio; nel caso in cui sia stato assegnato un solo numero ISBN per l’intera opera, si indica lo stesso numero ISBN per tutti i figli.

> Pagina generi/destinatari

  • Generi: non vanno ripetuti i generi già indicati nella madre. In contraddizione a questo principio se la madre è collegata al Genere Letteratura per ragazzi questo va ripetuto anche per le notizie ad essa collegate.
  • Destinatari: non si ripetono i destinatari della madre. Nel caso in cui i singoli volumi dell’opera siano destinati a classi di età diverse, non si assegna nessuna fascia d’età alla madre ma ai singoli figli.

> Pagina collegamenti

  • Autori: si fa il collegamento con tutti gli autori che sono stati segnalati in Responsabilità nella pagina. Descrizione e cioè gli autori con responsabilità principale, alternativa e secondaria.
  • Editori: va ripetuto l’editore della madre.
  • Classificazioni: non va ripetuta la CDD della madre. Il campo va utilizzato solo se la CDD del figlio risulta essere diverso dalla CDD della madre.
  • Soggetti: non vanno ripetuti i soggetti assegnati alla madre. Il campo va utilizzato solo se ci sono dei soggetti specifici del figlio diversi dai soggetti della madre.
  • Parole chiave: ci si comporta come per i soggetti e pertanto non vanno ripetute le parole chiave assegnate alla madre. Il campo va utilizzato per le parole chiave specifiche del figlio diverse dalle parole chiave della madre.

> Pagina legami

In questa pagina troviamo già il legame alla serie e all’eventuale titolo originale del figlio. Ora si tratta di creare il legame alla madre.

Si clicca su nuovo legame e si sceglie il legame fa parte di.

Si clicca su notizia e nella successiva finestra di ricerca si scrive sulla riga id il numero della madre. Appare la notizia della madre, si clicca su di essa e poi su inserisci. La madre si può cercare anche usando altri campi, ma l’uso del campo id è il più comodo.

> Pagina note/abstract

Abstract: va attribuito alla madre quando l'opera è unitaria ed è divisa in parti solo per motivi di praticità. Va invece attribuito ai figli quando questi corrispondono ad una monografia e hanno titolo significativo.

> Pagina gestione

Utilizzazione standard.

 
3.2.2 Opera in più volumi con i figli SENZA titolo significativo
ESEMPI DI VOLUMI CON TITOLI NON SIGNIFICATIVI:

tipologia In front. In descrizione
[solo numero di sequenza]

IV

4*

  Tomo V 5*
[partizione alfabetica] Volume 1°
A-B
1: A-B*
  Tomo IV
Abaco-Astronomia
4: Abaco-Astronomia*
[periodi storici numerici] Vol. 5
1300
5: 1300*
[periodi scolastici] Volume 1
Classe prima
1: Classe prima*
  2
Secondo ciclo
2: Secondo ciclo*
  Vol. 2
Triennio
2: Triennio*

N.B.: Si considera titolo NON significativo anche una notizia formata da due titoli, il primo dei quali sia NON significativo, ad es. una enciclopedia il cui ultimo volume abbia come titolo non significativo le lettere R-Z ma che comprenda, e sia indicato sul frontespizio, anche atlanti, indici o appendici.

L'* alla fine dei titoli non significativi ha lo scopo di non fare apparire tali notizie in una eventuale ricerca.

Qui si mettono in evidenza i campi che hanno un uso diverso rispetto al punto precedente.

  • Titolo: anche se nel frontespizio ci sono scritte del tipo: tomo 1, volume 1, volume primo, ecc. nel titolo queste frasi non si scrivono ma si scrive solo il numero arabo.
  • Numero: non deve essere seguito dai due punti.

> Pagina collegamenti

Autori: non si crea nessun collegamento agli autori con responsabilità principale e alternativa; si collegano invece le eventuali responsabilità secondarie relative al singolo volumi.

 

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